PRECISAZIONI SUL METODO TOMATIS

 

Sempre più persone ci scrivono per avere delucidazioni su cosa è il metodo Tomatis, come viene applicato e perché sul web si trovano siti di società o studi professionali che utilizzano tecniche chiamate Tomatis, ma i cui contenuti sono spesso discordanti tra di loro o in certi casi lacunosi. Per non parlare dI scuole di formazione che promettono di insegnare il "vero" metodo Tomatis, spesso in uno, due o tre week end di "formazione".

E' importante sapere che alla morte di Tomatis, l'istituto di formazione da lui diretto e che era garante, lui in vita, della corretta applicazione del suo metodo messo a punto in 40 anni di ricerche, venne preso in gestione da una società commerciale diretta da uno dei figli di Tomatis. Questa società, probabilmente volendo provare di fare meglio del suo fondatore, licenziò la maggior parte dei più stretti collaboratori di Tomatis, con una immane perdita di persone di grande esperienza clinica, tecnica e scientifica nel campo dell'audiopsicofonologia. Alla scuola venne dato un orientamento radicalmente diverso, tanto nel campo dell'applicazione del metodo che della formazione di nuovi terapisti. La stessa gestione dell'istituto ne risentì a livello finanziario, cosa che portò alla sua liquidazione giudiziaria.

Da quel momento, era il 1997, la maggior parte dei centri italiani e stranieri decise di non avere più rapporti con l'istituto, rimanendo però in stretta relazione e continuo contatto con Alfred Tomatis fino al suo decesso avvenuto il 25 dicembre 2001. Le ripercussioni più forti si ebbero in Francia dove l'ottanta per cento dei centri chiuse definitivamente. Nonostante ciò, la maggior parte dei paesi riusci a continuare a dispensare l'eredità teorica e pratica della pedagogia dell'ascolto in maniera autonoma. Associazioni e scuole, fondate da allievi di Tomatis, hanno potuto assicurare annualmente la formazione di nuovi terapisti dell'ascolto e favorire l'apertura di nuovi centri.

 

IL METODO TOMATIS SECONDO ALFRED TOMATIS

Tomatis ha stabilito regole precise su come il suo metodo deve essere applicato e ha trasmesso queste regole ai suoi allievi durante i corsi di formazione che teneva a Parigi presso l'istituto da lui fondato. I suoi allievi a loro volta hanno trasmesso queste regole ai loro allievi. Tomatis ha scritto una dozzina di libri sul suo metodo e le sue applicazioni ed esistono decine e decine di articoli scientifici da lui scritti, testi di sue lezioni e conferenze date presso vari enti di formazione, scuole e università sparse per il mondo. Un certo numero di queste conferenze e lezioni può essere scaricato in formato PDF alla pagina Articoli scientifici, testi di conferenze, lezioni e altro di questo sito.

 

Se bisogna precisare quale è il corretto modo di applicare il metodo Tomatis (secondo Alfred Tomatis e i suoi allievi) possiamo indicare i seguenti punti fermi:

  • Non esistono livelli progressivi di applicazione del metodo Tomatis come proposto da alcune società commerciali che promuovono corsi rapidi di formazione per l'utilizzo di apparecchiature da loro stesse vendute o date in locazione. Il metodo è uno e segue una modalità di applicazione così come indicata nel libro di Tomatis L'orecchio e la vita. Nel vero metodo Tomatis non esistono terapisti di diversi livelli, autorizzati a far arrivare fino ad un certo punto del percorso i loro pazienti, i quali, poi, per poter proseguire la terapia sono costretti a rivolgersi ad un terapista di livello superiore o attendere che il loro terapista prosegua la formazione per raggiungere il successivo livello di preparazione. La terapia d'ascolto con il metodo Tomatis è lineare, non segue un percorso spezzettato, costretto a ciò dalla rateizzazione del percorso formativo del terapista.

 

  • Il secondo punto è un approfondimento del primo con ulteriori specifiche. Pur essendoci diversificazioni del programma per campo di applicazione (dislessia, canto, lingue, gravidanza,…) il percorso audiopsicofonologico segue comunque, salvo indicazioni particolari, l'iter del filtraggio progressivo passa-alto verso gli acuti (RSM) fino al filtro 8000Hz, per abituare l'orecchio alla fase successiva, chiamata dei Suoni Filtrati (SF), che rappresentano il primo imprinting acustico ricevuto dal quale si svilupperà il linguaggio. La fase dei Suoni Filtrati per Tomatis è molto importante per la riuscita delle fasi successive. A questa fase segue il Parto Sonoro che sfocia nella fase Prelinguaggio e di seguito nella fase Linguaggio. In ambito musicale (voce e strumento) non viene effettuato il Parto Sonoro; arrivati ai suoni filtrati si inizia ad introdurre l'attività pratica con la voce o lo strumento attraverso il controllo cibernetico dell'Orecchio Elettronico. Il metodo Tomatis in quanto percorso audiopsicofonologico, un training cioè che permette di ripercorrere le tappe dello sviluppo dell'ascolto del soggetto per permettergli di aprire cancelli frequenziali che a suo tempo non si sono aperti o riaprirne altri che si sono chiusi, è descritto da Tomatis in maniera inequivocabile nella sua autobiografia scientifica L'orecchio e la vita, al capitolo VII:  "Il metodo che raccomando è semplice nei suoi principi. Si tratta di fare percorrere al paziente, mediante un condizionamento, la progressione sonora ideale, dalla quale, per le ragioni x, y o z, si è troppo allontanato.Dopo aver determinato quale evoluzione acustica fosse più favorevole allo sviluppo della personalità del soggetto, non mi è stato troppo difficile farla vivere al soggetto grazie all'utilizzo dell'apparecchiatura elettronica e a un certo numero di regolazioni specifiche. Si ricreano in laboratorio le differenti fasi che caratterizzano l'itinerario ideale. Senza entrare nei dettagli, si possono distinguere cinque stadi principali che si succedono, i cui nomi non hanno altro valore se non quello relativo all'uso che ne fanno, in Francia e all'estero, gli utilizzatori dell'Orecchio Elettronico:
  1. ritorno sonoro;
  2. suoni filtrati;
  3. parto sonoro;
  4. fase prelinguistica;
  5. strutturazione del linguaggio."

 

  • Arriviamo al terzo punto cardine del metodo Tomatis: attraverso quale mezzo il terapista dell'ascolto alla prima valutazione audiopsicofonologica del paziente può capire quanto questo si è allontanato dalla progressione sonora ideale? Egli lo fa attraverso l'utilizzo del test d'ascolto, strumento principe della rieducazione dell'ascolto. Esso è così descritto da Tomatis nel suo libro Vertigini: "Test proiettivo, il test d’ascolto rivela le reazioni psicologiche sottostanti e le tensioni che le provocano. Analizzando le risposte vestibolo-cocleari agli impulsi acustici, esso permette di spiegare le controreazioni posturali. Ma il test d’ascolto, visualizzando le risposte date da un soggetto alle informazioni sonore, fornisce la chiave del suo comportamento generale in ben altri campi: comunicazione, linguaggio, socializzazione, ecc. È l’inserimento di un essere nel suo ambiente che ci apparve in questo modo." Il terapista Tomatis effettua sempre un test d'ascolto prima di far iniziare all'utente un percorso con il metodo. Il test d'ascolto non viene fatto soltanto in quei casi dove è oggettivamente impossibile effettuarlo per mancanza di collaborazione (bambini troppo piccoli o problematiche neurologiche, psicologiche e motorie importanti). Il test è un valido aiuto per avere un quadro chiaro dell'ascolto del soggetto e poter impostare di conseguenza un'adeguata programmazione dell'Orecchio Elettronico e dei suoi supporti sonori. Esso viene inoltre somministrato nel corso della terapia per valutarne i progressi. In molti testi di Tomatis si possono trovare maggiori informazioni su come Tomatis ha messo a punto il test d'ascolto e sulla sua modalità di somministrazione.

 

  • Un quarto fattore che permette di riconoscere il metodo audiopsicofonologico così come è stato messo a punto da Alfred Tomatis è il meccanismo di bascula o gating dell'Orecchio Elettronico. La sua comprensione facilita il riconoscimento di eventuali contraffazioni fatte passare come la vera bascula dell'Orecchio Elettronico. La bascula è un meccanismo fisiologico, che dopo averlo scoperto, Tomatis riuscì a inserire nella sua apparecchiatura per rendere permanenti gli effetti della sua rieducazione.

    Essa consiste nel far passare alternativamente il messaggio sonoro che si sta ascoltando con l'Orecchio Elettronico attraverso due canali di amplificazione regolati in maniera tale che il primo metta l'orecchio a riposo, ovvero senza necessariamente prestare attenzione a ciò che sta udendo, mentre il secondo canale è regolato in maniera tale da aiutare l'orecchio a "tendersi" per focalizzare i suoni e di conseguenza a prestare attenzione ad essi.

    Questo meccanismo mima elettronicamente l'azione fisiologica dell'orecchio umano quando esso passa dal semplice udire passivamente i suoni all'ascoltare, ossia a mettere a fuoco l'informazione che interessa e lasciare sullo sfondo il resto delle informazioni acustiche presenti nell'ambiente.

    Tomatis spiega che, nell'orecchio umano, quando esso è in atteggiamento uditivo passivo e quindi non in ascolto, i due piccoli muscoli dell'orecchio medio, il muscolo tensore del timpano e il muscolo stapedio, sono in stato di rilascio. In questa modalità l'orecchio ode ma non ascolta, esso è senza alcuna accomodazione.

    Nel momento in cui la persona, volontariamente o in maniera automatica, decide di ascoltare, perché stimolata a farlo da un'informazione sonora in arrivo, i due muscoli, prima lo stapedio e dopo un certo numero di millisecondi (che variano da una lingua all'altra) il tensore del timpano, si tendono per permettere l'accomodamento dell'orecchio ai suoni che interessano e contemporaneamente favorire una analisi ottimale di essi.

    Tutto ciò viene mimato in maniera mirata dall'Orecchio Elettronico attraverso il passaggio del suono da un canale di amplificazione che, esaltando le frequenze gravi ed attenuando le frequenze acute in maniera sensibile, permette all'orecchio di essere al suo punto di non accomodazione ossia di non ascolto, di semplice udito, a un secondo canale di amplificazione che attenuando le frequenze gravi ed esaltando le frequenze acute in maniera sensibile sollecita l'orecchio a mirare i suoni, ad ascoltare.

    Il passaggio continuo dal primo canale al secondo canale permette di allenare l'orecchio per abituarlo ad accomodare poi spontaneamente ai suoni e alle voci dell'ambiente di vita (linguaggio, scuola, lavoro, affetti, musica, lingue straniere…).

    La bascula dell'Orecchio Elettronico è stata concepita da Tomatis in maniera che il passaggio dal canale di riposo al canale di attenzione uditiva avvenga al raggiungimento di un determinato volume del segnale sonoro. Questo per favorire l'atteggiamento fisiologico innato dell'orecchio umano che inizia a prestare attenzione al raggiungimento di una certa soglia di volume sonoro. Il ritorno del messaggio sonoro al canale di riposo avviene quando il volume ritorna sotto la soglia del volume di attenzione stabilita per la macchina.

    È importante che, sia le persone che si sottopongono alle sedute Tomatis, sia gli aspiranti terapisti del metodo Tomatis conoscano l'importanza di ciò e controllino che le apparecchiature utilizzate per la terapia rispettino questo criterio.

    Sottolineamo ciò perché ultimamente sono state notate in circolazione apparecchiature che non rispettano il criterio del raggiungimento di un determinato volume per l'innesco della bascula dal Canale 1 al Canale 2. Ciò è antifisiologico e di conseguenza negativo. Se tutto va bene si possono ottenere degli effetti provvisori di benessere, ma non duraturi e non così profondi come quelli ottenuti con l'Orecchio Elettronico a precessione di Tomatis (Alfred Tomatis). Soprattutto, si rischia di disorientare l'orecchio nella sua modalità di attivazione dell'ascolto e dell'attenzione e a cascata tutte le funzioni che da essa dipendono.

  • Il quinto punto, non meno importante dei precedenti, riguarda le apparecchiature e cioè l'Orecchio Elettronico, i supporti musicali e i lettori di questi supporti musicali. Questo argomento richiede alcune precisazioni importanti principalmente riguardo la differenza tra analogico e digitale e su cosa può essere digitale e cosa deve essere analogico nelle sedute Tomatis. Informazioni contraddittorie e confuse vengono trovate su internet e ciò purtroppo in funzione del tipo di apparecchiatura che la tale o tal altra società decide di vendere sul mercato rappresentato dai futuri terapisti audiopsicofonologi.

    Precisiamo che la sorgente sonora può essere digitale di alta qualità. Ormai la maggior parte delle persone ascolta musica digitale. I supporti musicali sono ormai quasi esclusivamente digitali. A questo imperativo del mercato il metodo Tomatis risponde con sorgenti sonore digitali di alta qualità. L'orecchio umano che elabora questa informazione però, lavora e lavorerà sempre e comunque in analogico. La fisiologia umana non è digitale. Essa lavora in sequenza analogica. Quello che entra nell'input viene restituito all'output in tempo reale senza perdite o ritardi dovuti allo "spacchettamento" dell'informazione in forma numerica per la digitalizzazione e al successivo reimpacchettamento per la riconversione della forma numerica in segnale analogico. L'Orecchio Elettronico, che chi ha esperienza con il metodo Tomatis sa perfettamente, è la simulazione di un orecchio perfetto che sa ascoltare. Per riuscire a ottenere il miglior effetto rieducativo esso è obbligato a rispettare i tempi e la fisiologia dell'orecchio umano. Ciò può avvenire al meglio in modalità analogica. La digitalizzazione, una innovazione tecnologica di vasta portata, è ottima per impacchettare e tradurre i dati in numeri facilitandone l'elaborazione, invio etc.. Ciò ha indubbiamente permesso notevoli passi in avanti nelle scienze e nella tecnologia. Quando però si lavora su un piano terapeutico a livello fine per ristabilire ritmi psicofisiologici che hanno perso il loro normale fluire, bisogna tenere conto delle esigenze del sistema nervoso, che, come diceva Tomatis, non ha seguito e non segue gli stessi processi di progresso della tecnologia. I vantaggi terapeutici dell'utilizzo di un orecchio elettronico analogico sono molteplici e non sostituibili da un orecchio elettronico digitale:

     

    1. La larghezza di banda è estremamente ampia, il che significa che tutti i suoni di qualsiasi tipo, qualunque siano le loro frequenze, applicati all'ingresso della macchina si ritroveranno in uscita. Non ci sarà perdita di energia né di informazione.
    2. La dinamica di bascula è in tempo reale. Essendo l'intero processo analogico, sarà vicino al comportamento fisiologico dell'orecchio umano. La bascula analogica crea un passaggio dalla modalità 1 di ascoltare alla modalità 2 in maniera non brusca, senza aggredire l'orecchio. Potrà sembrare superfluo quanto stiamo per dire, ma è importante che l'effetto di bascula non sia preregistrato. Ciò è anti-fisiologico. Abbiamo avuto modo di ascoltare apparecchi supercompatti, delle dimensioni di un Ipod, dichiarati per il metodo Tomatis, in cui il passaggio dal Canale 1 al canale 2 avveniva indipendentemente dal raggiungimento della soglia di bascula da parte del volume del brano musicale. Chiunque ha raggiunto una discreta conoscenza ed esperienza pratica con il metodo Tomatis sa perfettamente che ciò è anti- fisiologico e controproducente per il buon andamento della terapia. L'orecchio in natura è sollecitato ad ascoltare quando il segnale raggiunge un certo volume. Mi giro quando qualcuno mi chiama se la sua voce ha raggiunto un volume sufficiente perché io non solo la oda ma capisca che si sta rivolgendo a me grazie all'attivazione del mio orecchio medio che mi permetterà di passare dal semplice udire all'ascoltare e di conseguenza al riconoscimento.
    3. Per restare sulla bascula preregistrata. Ammettendo che si stata preregistrata rispettando i parametri di risposta di un vero orecchio elettronico, essa, dopo alcuni ascolti dello stesso brano, non permetterà più l'effetto sorpresa dato dalla casualità della bascula, riducendo l'effetto della rieducazione. La non prevedibilità del momento della bascula è uno dei fattori importanti per una buona riuscita della rieducazione dell'ascolto.
    4. Ancora: nel lavoro audiovocale in circuito chiuso con microfono-orecchio elettronico-cuffia, è molto importante la precisione dei tempi di bascula per la conduzione ossea prima e per la conduzione aerea dopo (Ritardo e Precessione) per allenare correttamente il circuito audio-vocale, ad esempio sui ritmi delle diverse lingue straniere che variano da una lingua all'altra di pochi millisecondi, importanti per l'ottenimento del corretto accento linguistico. Ancora di più in questo caso, il circuito digitale rischia di rendere i tempi di bascula meno precisi. Un episodio in tal proposito ci occorse alcuni anni fa. Eravamo stati invitati alcuni anni fa insieme ad altri colleghi europei a collaborare con lui da un emergente formatore al metodo Tomatis, il quale scoprimmo in seguito, più che a trasmettere il metodo aveva come finalità la vendita di apparecchiature digitali di sua fabbricazione, affermando di aver avuto l'approvazione di Tomatis. Si trattava in realtà di un'imitazione grossolana dell'Orecchio Elettronico, secondo lui "migliorato" grazie all'aggiunta di alcuni pulsanti-funzioni che secondo quanto verbalmente dichiarato avrebbero rappresentato una sorta di "avanzamento" delle proprietà terapeutiche dell'originario Orecchio Elettronico di Tomatis. La prova del nove della macchina avvenne per noi e per i nostri colleghi europei quando provammo a far pronunciare ad un allievo una lingua straniera attraverso il circuito di questa macchina regolata secondo i parametri di quella lingua: impossibile. Il ritardo e la precessione non corrispondendo ai millisecondi stabiliti da Tomatis non permettevano un corretto accento della lingua mentre la regolazione della curva di inviluppo sul canale 2, non conforme alle regolazioni delle curve di inviluppo dell'Orecchio Elettronico, non permetteva di trovare la corretta sonorità per quella lingua.

    Se necessario, a richiesta per chi ne avesse bisogno, si possono fornire maggiori informazioni sulla differenza tra Orecchio Elettronico analogico e Orecchio Elettronico digitale.

    Ricordiamo quanto scriveva Alfred Tomatis nel 1994 Alfred a proposito dell'Orecchio Elettronico:

    "L'Orecchio Elettronico che usiamo nell'ambito Audio-Psico-Fonologia, è un apparecchio ad elaborazione analogica.

    Questo dispositivo corrisponde a determinati requisiti operativi dell'orecchio umano nei suoi meccanismi di ascolto. È adatto per trasmettere il suono alla corteccia e da qui a tutto il corpo attraverso alcune reti che ho chiamato gli "integratori".

    Questo insieme di integratori funziona su un ritmo analogico, che corrisponde alle risposte neurofisiologiche dell'organismo. È quindi necessario sapere che, come parte della nostra azione terapeutica, si può utilizzare solo un set di dispositivi (orecchi elettronici, caschi, microfoni, ecc.) che operano in modalità analogica. Questo al fine di garantire una ricarica corticale massimale.

    Sul piano terapeutico, è necessario tenere conto delle esigenze del sistema nervoso che non ha seguito gli stessi cambiamenti che ha subito la tecnologia attuale. Il cervello deve essere considerato come una gigantesca rete il cui scopo è quello di mettere in contatto tra di loro tutte le cellule in modo che agiscano all'unisono, in funzione, beninteso, delle proprie attribuzioni che li individualizzano all'interno di un programma funzionale".

     

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    Gli allievi di Tomatis hanno imparato le regole dell'arte direttamente dall'inventore del metodo e le applicano nella loro pratica professionale per far sì che il metodo funzioni. Nello stesso tempo le trasmettono ai loro allievi nei corsi di formazione tenuti nei vari paesi.

    I terapisti del metodo Tomatis distribuiti in tutto il mondo non ottengono nessuna migliore conoscenza quando comprano i diritti per mostrare un certo marchio-logo sul loro sito o sulle loro brochure informative. Essi pagano semplicemente i diritti per l'utilizzo del marchio logo. Non pagano i diritti per lavorare con il metodo Tomatis. Il metodo Tomatis è di pubblico dominio. Una cosa però è certa: per applicarlo bisogna impararlo seguendo le regole messe a punto da Tomatis. E le apparecchiature devono rispettare i criteri di costruzione stabiliti da Tomatis. Va fatto notare chiaramente che attualmente nessuna istituzione o organizzazione ha i diritti esclusivi del metodo Tomatis. Il dottor Tomatis ha deliberatamente portato il suo metodo al pubblico dominio. Pertanto, nessuno può riscuotere canoni di licenza per concedere il diritto di utilizzare questo metodo terapeutico o rivendicare i diritti esclusivi nel campo della formazione. Non smettiamo mai di suggerire ai potenziali usufruitori del metodo e agli aspiranti terapisti di leggere sempre bene e attentamente quanto scritto e proposto nei vari siti che propongono la rieducazione Tomatis o la formazione di futuri terapisti. La registrazione di un marchio protegge il marchio stesso, non protegge un corpus di conoscenze, soprattutto se quest'ultimo è di pubblico dominio. Se voglio utilizzare un marchio pago il canone di licenza per l'utilizzo del marchio. Ciò è corretto.

     

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